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Ecobonus 110%: a chi è possibile cedere il credito d'imposta?

  • di Guido Murdolo
  • 1 feb 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

Dopo aver eseguito e portato a termine i primi progetti legati al nuovo Ecobonus, siamo in grado di trarre le prime conclusioni sulla sua effettiva efficacia. Speriamo che questa nostra esperienza possa essere utile a chi intende avvalersi di questo strumento.

L'elemento forse più innovativo del nuovo Ecobonus, oltre alla generosa percentuale , è la possibilità di poter cedere a terzi il credito fiscale senza eccezioni (come invece avviene per gli altri bonus fino ad oggi concessi).

In pratica il committente, ovvero il beneficiario del credito (quindi il soggetto che autorizza e fa eseguire i lavori), può cedere il credito maturato, pari al 110% degli importi rientranti nel bonus, ad un terzo soggetto.


Ditta che esegue i lavori: questo soggetto potrebbe, tramite la cessione del credito, operare lo sconto direttamente in fattura.

Il condizionale è d'obbligo, in quanto abbiamo appurato che nella realtà non sono poi molyr le ditte che potrebbero essere disponibili a farlo; per intenderci, ne avrebbero la convenienza solo quelle con un certo numero di dipendenti e quindi con un discreto carico fiscale. Ma le ditte con tali caratteristiche difficilmente accetteranno piccole commesse: solo nel caso di interventi "corposi" (ad esempio un intero condominio con più di 30 appartamenti) tali soggetti sono disponibili ad operare lo sconto in fattura.


ESCO: altra possibilità, più concreta, è quella di incaricare quale general contractor una società (ESCO = Energy Service COmpany) a cui cedere il credito e che provvederà poi con propri tecnici e maestranze, o tramite contratti di sub appalto, a porre in opera i lavori necessari. In questo caso il committente non dovrà più preoccuparsi di nulla, pur perdendo gran parte del controllo della qualità dei lavori effettuati (in sostanza dovrà fidarsi quasi ciecamente del general contractor, anche se alcune ESCO sono disponibili ad avvalersi dei tecnici indicati dal committente).


Istituti finanziari: in questo caso i soggetti sono molteplici, ed ognuno ha a disposizione alcuni prodotti finanziari diversificati a seconda delle esigenze (e della solidità finanziaria) del committente. Alcuni istituti di credito arrivano a finanziare fino al 102% dell'importo dei lavori tramite mutuo dedicato, con il quale il committente ha comunque l'obbligo di pagare gli interessi delle cifre anticipate fino alla chiusura dei lavori ed alla sottoscrizione della cessione del credito. A quel punto, ad operazione conclusa positivamente, il mutuo verrà estinto. Altra formula adottabile è quella del conto corrente di corrispondenza, formula più economica per il committente ma che richiede una solidità finanziaria maggiore. In pratica si tratta di aprire un conto corrente personale da cui attingere (con la formula dello scoperto di conto) gli importi per pagare le fatture degli stati di avanzamento dei lavori. Tali scoperti, tramite preventiva cessione del credito, vengono poi coperti dall'istituto. Anche in questo caso il costo dell'operazione è rappresentato dagli interessi maturati tra il pagamento degli importi e la copertura degli stessi.


In conclusione, a meno che il committente non intenda pagare di tasca propria ed usufruire personalmente del credito di imposta, bisognerà selezionare con attenzione il soggetto a cui cedere il credito, in modo da scegliere la formula meno onerosa. Una cosa comunque è chiara: anche se il credito copre abbondantemente le spese, un piccolo investimento da parte del committente dovrà comunque essere affrontato.

Una spesa piccolissima se rapportata agli enormi vantaggi dell'Ecobonus.


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